Buon Anno

Auguri PAN

Auguri PAN

Tutti uniti nel brindisi di fine anno… in coppia, in gruppo, tra amici, in famiglia o anche da soli…

… brindiamo alla fine del vecchio anno e diamo il benvenuto all’Anno Nuovo.

Che siano pieno di “spirito”… PROSIT…


gennaio 28, 2015 · admin · No Comments
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1° Camminata degli Dei, Bologna-Firenze

I Creatori Imperiali nei prossimi giorni si cimenteranno in una “passeggiata storica” da Bologna a Firenze in tre giorni a piedi…

Continuate a seguirci per gli aggiornamenti.

Bologna - Firenze 2014

Bologna - Firenze 2014

ottobre 3, 2014 · admin · Comments Closed
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TOSCANO® ANTICO con Gin Monkey 74

TOSCANO® ANTICO con Gin Monkey 74

Monkey e Toscano Antico

Abbinamento originale

Osare, sperimentare, rischiare… quale ambito,  se non quello degli abbinamenti, risulta migliore per farlo?

E quello che proponiamo e che abbiamo sperimentato è di quelli “maschi”: Antico Toscano e Gin Monkey 47 “Schwarzwald dry gin” importato e distribuito dalla Rossi&Rossi di Treviso.

Gin secco della Foresta Nera, forte con un tenore alcolico ben in evidenza (47° vol) ed una aromaticità potente (47 erbe). Retrogusto persistente, profumi intensi ed inebrianti.

Un distillato così potevamo farlo incontrare solo con un sigaro dal carattere altrettanto forte: l’Antico Toscano.

Con la sua forza piena, il suo gusto amaro e i profumi intensi è il compagno ideale.
Con l’aggiunta di alcune gocce di acqua gelata, l’armonia dell’abbinamento e l’esaltazione dei profumi di questa forza della natura – proveniente da Lossburg (Germania) – è completa.

Ovviamente eccellente come base  per cocktail, è meglio abbinarlo in purezza per un abbinamento forte e determinato.

Gusti forti quelli del Gin e dell’Antico Toscano, ideali per chi voglia mettere alla prova il proprio palato.

Meglio aver mangiato prima, l’effetto digestivo è assicurato.  L’antico è un sigaro molto amato dagli appassionati e questo Gin è così particolare da far ricordare, con piacere e a lungo, queste sensazioni.

Per i più temerari, per completare la degustazione in tutte le sue forme, emettere il fumo dell’Antico attraverso il naso e respirare profondamente subito prima e subito dopo, gli effluvi del Monkey 47 è una ulteriore forma di godimento.

Per informazioni sul prodotto e l’importatore-distributore: http://doc.it/it/prodotti/monkey-47/monkey-47.html

agosto 1, 2014 · admin · Comments Closed
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Langhe-Roero-Monferrato: patrimonio mondiale dell’Unesco

zona nitivinicola delle Langhe

zona nitivinicola delle Langhe

Il 22 giugno 2014 saranno proclamati Patrimonio Mondiale Unesco “I Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato”.

Un risultato storico, anzi qualcosa di più. Il coronamento di un sogno cullato per lungo tempo e sempre un po’ in forse. Messo in discussione non per la bellezza delle colline e per il patrimonio culturale di livello assoluto, tra i più alti a livello mondiale, piuttosto per la bruttezza di alcuni fondovalle, riempiti spesso e volentieri da capannoni e fabrichette.

Eppure, nonostante alcuni notevoli sfregi ai panorami vitati, si può dire che i testardi piemontesi ce l’abbiano fatta. Qualcuno, un po’ maliziosamente, dice che il risultato arriva grazie a una sorta di sfinimento dei giurati, ma ora è anche venuto il momento di gioire. Perché il riconoscimento è importante e molto prestigioso.

Sono 29 i comuni coinvolti su tre province. Sei quelle che sono denominate i “core zone”: Langa del Barolo, Castello di Grinzane Cavour, Colline del Barbaresco, Barbera e Nizza Monferrato, Cannelli e Asti Spumante, Monferrato degli infernot.

Il 22 giugno 2014 in Quatar a Doha sarà fatta la proclamazione e così la Langa raggiungerà questo traguardo prima di zone probabilmente ancor più celebri, come Borgogna e Champagne.

Ora, questo è il nostro auspicio, la tutela del paesaggio vitivinicolo dovrà essere priorità numero uno: basta cantine faraoniche che rischiano di essere dei veri e propri pugni nell’occhio, basta alberghi giganteschi posti nei più scenografici cru del Barolo, basta vigne anche nelle esposizioni a nord e spazio in queste zone a sani boschetti.

Foto tratta dal sito: www.paesaggivitivinicoli.it

giugno 20, 2014 · admin · Comments Closed
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Blog e Reply

Stop agli spam!

Stop agli spam!

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Ogni volta che lasciate un commento comparirà una scritta rossa in inglese che vi informa che il vostro post è in attesa dell’approvazione dell’amministratore del sito (questo avverrà entro pochi minuti).

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Buona navigazione. Grazie a tutti.

febbraio 14, 2014 · admin · No Comments
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Bere Birra fa bene

Ecco 10 buoni motivi per introdurre la birra nella tua dieta giornaliera: non ingrassa, reidrata dopo l’esercizio fisico, riduce il rischio di formazione dei calcoli renali, riduce il rischio di sviluppare il morbo di Parkinson, aumenta il livello di ‘colesterolo buono’, contiene antiossidanti, contiene silicio, Vitamina B12, ed è una fonte di fibre.

birra 1

alcuni tipi di birra

Non ingrassa

Con un contenuto calorico molto inferiore rispetto ad altre bevande alcoliche – 43 kcal per 100 ml per la birra con alcol e solo 17 kcal per 100 ml nel caso di quella senza alcol – la birra viene ingiustamente accusata di scatenare un aumento incontrollato di peso. Ciò che deve, però, essere preso in considerazione è il mantenimento di uno stile di vita sano, che richiede una dieta organizzata, senza consumare alimenti ipercalorici.

Reidrata dopo l’esercizio fisico

I ricercatori spagnoli della Facoltà di Medicina dell’Università di Granada e del Consiglio Superiore della Ricerca Scientifica di Madrid sono arrivati alla conclusione che il consumo responsabile di birra, con e senza alcol, è un modo per reidratarsi dopo sforzo fisico. La sua composizione e le sue caratteristiche organolettiche fanno si che la birra possa essere una buona bevanda per reintegrare i liquidi ed i sali minerali persi durante lo sforzo fisico ( aminoacidi, minerali vari, vitamine del gruppo B e antiossidanti). Inoltre la birra disseta sul serio, visto che per il 93% è composta quasi esclusivamente da acqua.

Riduce il rischio di formazione dei calcoli renali

La birra ha un basso contenuto di calcio ed è ricca di magnesio, che aiuta a proteggere contro la formazione dei calcoli renali. Questo potrebbe essere uno dei motivi per cui è consigliato bere un bicchiere di birra al giorno per ridurre il rischio di formazione dei calcoli renali.

Riduce il rischio di sviluppare il morbo di Parkinson

Il morbo di Parkinson è una malattia neuro-degenerativa che solitamente colpisce le persone che hanno superato i 50 anni. Diversi studi hanno dimostrato che la birra consumata con moderazione, insieme a altri diversi fattori collegati allo stile di vita, è associata a un ridotto rischio di sviluppare la malattia di Parkinson.

Aumenta i livelli di “colesterolo buono” (colesterolo HDL)

La quantità di “colesterolo buono” (colesterolo HDL) nel sangue aumenta durante il consumo di birra. E’ stato dimostrato che un livello più alto di “colesterolo buono” è associato a un minor rischio di malattie coronariche. La ricerca ha dimostrato che un bicchiere di birra al giorno può aumentare significativamente i livelli di colesterolo HDL.

Protezione contro Helicobacter pylori

Alcune ricerche hanno dimostrato che quelli che consumano birra responsabilmente, godono di un grado maggiore di protezione contro Helicobacter pylori, conosciuto come una delle cause maggiori delle ulcere allo stomaco ed è un possibile fattore di rischio per il cancro allo stomaco. Il consumo di birra facilita l’eradicazione di quest’organismo per il suo effetto antibatterico.

E’ una fonte di antiossidanti

La birra contiene antiossidanti naturali, che traggono origine direttamente dal malto (orzo) e dal luppolo. Le ricerche hanno dimostrato che il numero di antiossidanti nel sangue aumenta successivamente al consumo di birra, cosa che indica che gli antiossidanti della birra sono assorbiti rapidamente, anche più velocemente rispetto a quelli degli alimenti solidi.

E’ una fonte ricca di silicio

Proveniente da due fonti naturali: acqua e soprattutto orzo. Diversi studi hanno dimostrato che il silicio è importante per la salute delle ossa, migliorando la densità minerale ossea nelle donne che ricevono supplementi di silicio attraverso la dieta. Inoltre, il silicio della birra può aiutare a ridurre il rischio di Alzheimer.

E’ una fonte di Vitamina B12 nelle diete vegetariane

Se si adotta una dieta vegetariana, il corpo rischia di essere privato delle vitamine che assorbirebbe, normalmente, dagli alimenti di origine animale. Tuttavia non molti sanno che la birra sia anche una fonte naturale di Vitamina B12; vitamina che si trova principalmente negli alimenti di origine animale ed ha un ruolo determinante per il buon funzionamento del sistema nervoso, essendo soprannominata anche la vitamina del buon umore.

Preparata dai cereali, la birra è una buona fonte di vitamine essenziali per la vita, recenti ricerche hanno dimostrato un elevato assorbimento di vitamine dal complesso B con l’introduzione nella dieta del consumo responsabile di birra.

Oltre a completare una dieta sana, le vitamine e i minerali della birra possono avere altri benefici per la salute. Recenti ricerche suggeriscono che le vitamine del gruppo B (B6, B9 e B12), che si trovano in questa bevanda, possono fornire ai consumatori di birra una protezione supplementare contro le malattie cardiovascolari.

E’ una fonte di fibre

La birra è una fonte di fibre solubili, derivata dalle pareti cellulari dell’orzo, uno dei suoi ingredienti di base. Due bicchieri di birra contengono circa il 10% dell’assunzione giornaliera di fibre solubili; alcune birre possono fornire fibre fino al 30%.

ottobre 19, 2013 · admin · One Comment
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Sugo d’uva

Settembre, tempo di sugo d’uva

Questa dolce specialità della tradizione emiliano-romagnola si prepara solo durante la vendemmia.

Settembre in Emilia Romagna è il tempo della vendemmia e del dolce sugo d’uva. Ogni rezdora* ne conserva la ricetta che varia a seconda delle zone, talvolta anche dei cortili. Certo è che proprio il sugo d’uva, con l’aria da budino e il piglio di un gustoso succo, è molto più accattivante se fatto con il mosto rosso piuttosto che bianco.

Ma cosa si intende per sugo d’uva? Si tratta di un impasto di mosto e farina cotto seguendo un’arte semplice e antica. Le ricette non sono univoche, ma sbirciando ad esempio nel modenese c’è chi propone quella certificata da “storie di terre e di rezdore”, un progetto on line per conservare la cultura gastronomica più autentica di queste terre. Non poteva dunque mancare l’amatissimo sugo d’uva: dolce che da sempre ha accompagnato ogni vendemmia per poi farsi attendere fino all’autunno successivo. Il perché è semplice: per prepararlo serve il mosto appena fatto. Come recitano le indicazioni delle rezdore modenesi, per ogni litro di mosto (sufficiente per otto porzioni di sugo d’uva) occorre aggiungere 100 grammi di farina e circa 50 grammi di zucchero.

Come si prepara il sugo d’uva? Il mosto si fa scaldare in un tegame senza coperchio. Raggiunta l’ebollizione occorre eliminare la schiuma che emerge in superficie. Quindi si spegne il fuoco e si aggiunge una piccola quantità di mosto alla farina, l’operazione si fa lentamente aiutandosi con un piccolo mestolo in modo da mischiarli senza che si formino grumi. Si ottiene così una crema che va aggiunta al restante mosto insieme allo zucchero continuando a mescolare perché il tutto risulti molto liscio.

E non è finita: il composto va infatti rimesso per almeno dieci minuti sulla fiamma bassa e continuando a mescolare, prima di versarlo in uno stampo. Il sugo d’uva dovrà quindi riposare qualche ora e poi si conserverà in frigorifero anche per una settimana.
Per sperimentare questa perla rustica della tradizione emiliano-romagnola serve solo la voglia di concedersi un tour tra i vigneti, ideale per procurarsi il prezioso mosto senza lasciarsi sfuggire il tempo della vendemmia e del buon sugo d’uva.

* Il motore della cucina emiliana è la rezdora, la regina della casa. È lei che sa fare la pasta e sa usare il matterello, non un “bastone” qualsiasi, ma lungo, meglio di ciliegio, e liscio. La fogliata viene stesa a forma di disco, e il matterello deve superarne il diametro. Inoltre la pasta, una volta stesa, deve essere “rotonda come la luna e leggera come una carezza”: parola del bolognese Giovanni Poggi, fondatore nel 1963 della Confraternita del Tortellino.

ottobre 1, 2013 · admin · No Comments
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Il Sigaro TOSCANO®

LE DATE DEL SIGARO TOSCANO®

Clib amici del Toscano

Club amici del Toscano

Nato agli inizi dell’800, con i suoi quasi 200 anni di storia, si lega indissolubilmente al percorso e all’evoluzione dell’Italia e degli italiani. Queste alcune delle principali date:

1815: Agosto fiorentino, del tabacco, lasciato ad essiccare al sole estivo, viene sorpreso da un violento acquazzone. Invece di buttare tutto fu deciso di produrre dei sigari economici da vendere al popolino di Firenze.
Fu subito un gran successo. L’acqua, infatti, fece fermentare il tabacco dandogli un gusto del tutto ‘nuovo’. Nasce così la leggenda del sigaro TOSCANO®.

1818: Inizia la produzione regolare dei sigari TOSCANO® a Firenze, prima nella sede di Sant’Orsola, poi, per soddisfare la grande richiesta, nelle fabbriche di Sestri Ponente, Modena e Chiaravalle.
I sigari TOSCANI sono fumati in ogni parte d’Italia.

1853: Tutta la produzione viene trasferita presso la Manifattura di Lucca.

1900: Il sigaro TOSCANO® compie un salto di qualità, a seguito dell’avanzata del Kentucky che soppianta le altre specie di tabacchi. Così da quell’anno i due opifici toscani (Sansepolcro e Foiano della Chiana) ritirano solo Kentucky.

1986: Viene ripristinato il “fatto a mano”, tornato in commercio sotto la denominazione di TOSCANO® Originale. Torna così il fascino romantico della gestualità delle sigaraie.

1999-2004: La produzione e la commercializzazione passa dai Monopoli di Stato all’E.T.I., Ente Tabacchi Italiani spa.
Inizia una nuova gestione volta a recuperare qualità e leadership di mercato.

2004-2006: BAT Italia acquisisce il sigaro TOSCANO® nel 2004 da E.T.I. SpA, – Ente Tabacchi Italiani – ente creato per la privatizzazione di tutte le attività di produzione, commercializzazione e distribuzione dei prodotti da fumo prima sotto la gestione dei Monopoli di Stato.

luglio 2006: Il gruppo Maccaferri acquisisce la proprietà del sigaro TOSCANO®, unitamente ai 2 stabilimenti produttivi di Lucca e Cava de’ Tirreni e della pre-manifattura di Foiano della Chiana, dalla British American Tobacco. Nasce la nuova società MANIFATTURE SIGARO TOSCANO® S.p.A.

gennaio 2008: Manifatture Sigaro TOSCANO® acquisisce dal Gruppo svizzero Burger Sonhe il marchio dei sigari Pedroni, che diventa cosi una nuova linea di sigari italiani da posizionare nel mercato internazionale, accanto allo storico sigaro TOSCANO®, per una crescita più ampia e strutturata.

2010: In soli 3 anni, il sigaro TOSCANO® è una realtà presente in 22 paesi: principalmente in Europa ma anche in Canada, Australia, Israele e Libano; è presente anche nei duty free italiani, francesi e turchi e sulle principali navi da crociera italiane.
Con i sui 8 milioni di sigari venduti e’ riconosciuto come icona dello stile italiano.

VEDI: www.amicidelladolcevita.it - Manifatture Sigaro Toscano

settembre 22, 2013 · admin · No Comments
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I Nani del PAN… e l’ottavo nano?

I nostri sette nani

I nostri sette nani

Come vorresti chiamare l’ottavo nano?

Collegati alla nostra pagina facebook e dicci la tua…

febbraio 13, 2013 · admin · No Comments
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Campagna Tesseramento PAN

Continua la Campagna Tesseramento PAN.

La Tessera PAN non scade mai e da diritto agli sconti nei locali e nelle attività convenzionate.

Chiunque volesse iscriversi al PARTITO ALCOLISTI NOTI potrà farlo inviando una mail a tesseramento@diwine.net.

Vi risponderemo personalmente in forma diretta e rispettando la vostra privacy.

Volete vedere come sarà la vostra tessera? Ecco il FAC-SIMILE:

FAC-SIMILE tessera fronte-retro

FAC-SIMILE tessera fronte-retro

A vostra disposizione…

novembre 2, 2012 · admin · 5 Comments
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